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Primo Maggio: storicamente...

L’idea è partita dal grandioso convegno mariano della fanciullezza ticinese, organizzato dall’Azione Cattolica Diocesana in occasione della Grande Visita della Madonna Pellegrina, il 6 giugno 1949 a Bellinzona con la gioiosa presenza di circa 10′000 ragazze e ragazzi. Molto interessante la cronaca di quella giornata che si può trovare nel volume “La grande visita della Madonna pellegrina” edito dalla Buona Stampa nel 1980, come pure su “Spighe” del giugno 1949.

Le delegate (o “animatrici”) delle “sezioni Minori” dell’Azione Cattolia Femminile, su proposta della sezione di Daro, presero la decisione di organizzare il Primo Maggio di ogni anno (o almeno nel corso del mese dedicato alla Madonna) dei raduni regionali.

Già nel 1951 le Sezioni del bellinzonese e della Riviera si riunirono all’Oratorio S. Marta di Bellinzona. L’anno seguente si tenne un grande convegno ad Arbedo per festeggiare il trentennio di fondazione delle Sezioni Minori di Azione Cattolica.

Negli anni successivi tutte le regioni si impegnarono con entusiasmo e creatività ad organizzare questi raduni che venivano in seguito abbinati alla gara catechistica.

Solo dopo la grande Festa del cinquantennio avvenuta nel 1973, l’incontro del Primo Maggio da regionale si trasformò in cantonale e fu aperto anche ai ragazzi. Veniva organizzato alternativamente tra Sopra e sotto Ceneri (vedi elenco annesso). Sempre fu una FESTA molto desiderata e ben partecipata.

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La parola dell'assistente Gennaio-Febbraio

OSSIGENARSI … HAI UNA VITA INTERIORE? Quante volte il medico, visitandoti, ti dice “respira profondamente” … e i polmoni si gonfiano d’ossigeno! C’è una geografia dell’anima da conoscere, un turismo interiore da programmare allo stesso modo di quando ti organizzi per il mare o per la montagna. L’anima ha bisogno di cure? Si ammala? Penso di sì. Lo vedo, lo noto, lo sento parlando con tanti di voi ragazzi; quando parliamo di spiritualità vi irrigidite o avete gli occhi un po’ persi nel vuoto, come se vi trovaste di fronte ad una teoria incomprensibile, che non ha a che fare con la vostra esistenza. Però prendete in rassegna il vostro modo di trascorrere le giornate, emergono l’incapacità di ascolto, la latitanza di attenzioni in casa, la caduta della speranza e dei progetti e magari movenze più da robot che da uomo con la testa sul collo.

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