La parola dell'assistente Febbraio

29.01.2010 13:11 a cura di Don Rolando Leo

Vi Ricordate...? Posso imparare che...

(Da "SPIGHE" no. 2 Febbraio 2010)

Carissime/i!

Vi ricordate il passo del Vangelo di qualche settimana fa, all’inizio del tempo ordinario di un nuovo anno liturgico, l’episodio delle nozze di Cana?

Non a caso è un segno che avviene proprio a Cana, piccolo villaggio della Galilea; il significato simbolico del suo nome non sfugge però all'evangelista, che sa bene che cana in ebraico significa 'fondare', 'creare'. Ciò che Gesù opera a Cana è come una nuova fondazione, una nuova creazione! Ora le nozze si compiono, Dio sposa l'umanità!

Tutto accade non in un giorno qualsiasi, ma «il terzo giorno», espressione che ci orienta in avanti, facendoci immediatamente pensare al terzo giorno della Risurrezione. Nello stesso tempo l'evangelista ci invita a guardare indietro, al terzo giorno del Sinai, quando Dio dona a Mosè le Dieci Parole dell'Alleanza che stipula con Israele (Es 19-20). Qui a Cana, al terzo giorno, Gesù compie definitivamente l'alleanza. Ciò che era prefigurato nella Prima Alleanza diventa definitivo nella Nuova Alleanza.

Nel terzo giorno della Pasqua, nella sua Ora che già qui a Cana viene annunciata come imminente, diventerà chiaro che questo vino nuovo e migliore Gesù (solo lui lo può donare: «Colui che dirigeva il banchetto... non sapeva da dove venisse») lo dona nel suo stesso sangue versato per tutti.

E vi ricordate quando Gesù legge il passo del profeta Isaia dove parla del suo stesso arrivo, a Nazareth?

Le parole di Isaia riempiono il silenzio della sinagoga. Tutti gli occhi sono fissi su Gesù. Egli arrotola il volume, lo consegna, si siede.

Dopo la lettura, è certo che deve essere sceso un silenzio perfetto in quell'assemblea.

Quali sono i momenti importanti di silenzio della nostra giornata, della nostra settimana, della nostra vita?

Ancor oggi è forse il momento della celebrazione in cui l'attenzione è massima, perché ci si prepara ad ascoltare il commento che verrà tenuto (e a valutare il predicatore...). Se poi a svolgere questo incarico è un ragazzo del paese, di cui si sente dire un gran bene, è facile immaginare la scena: un'assemblea quasi in 'apnea', con gli occhi fissi su di un unico punto.

È Lui l’uomo tanto atteso da Isaia, è Lui il Dio fatto uomo!

Ma vi ricordate come va a finire? Rifiuto, allontanamento dal paese, minacce!

 

 

Cari ragazzi, da questi pochi riferimenti evangelici posso imparare:

  • Che occorre credere in una nuova creazione, in una nuova fondazione, in un nuovo e miglior modo di stare al mondo, come Gesù Cristo ci ha insegnato, nella Chiesa, collaborando con gli altri per costruirci meglio, nel servizio reciproco, perché toccando il fondo non si può che risalire la china, con coraggio!

  • A fare un po’ più di silenzio interiore, ossia non avere paura di andare contro corrente, di difendere la propria fede in Cristo, di riconoscerci cristiani con un grande orizzonte di fronte!

  • Che questa “sottomissione” alla fede, come dice Sant’Ilario di Poitiers, ci dà accesso alla conoscenza al di sopra della natura!

 

Io vi accompagno come posso,

il vostro assistente, don Rolando

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