Settore Adulti e Famiglie

DIOCESI

VICINI AL VESCOVO

E AGLI AMICI DEL GIORNALE DEL POPOLO

 

L’Azione Cattolica Ticinese, venuta a sapere della decisione di chiudere il Giornale del Popolo, vuole esprimere tutta la sua vicinanza ai collaboratori e agli amici toccati da questo provvedimento.

Purtroppo viene a mancare una voce storica e determinante nel panorama mediatico ticinese e ciò comporta un impoverimento della pluralità di informazione; che questa voce sia proprio quella cristiana ci rattrista ancora di più.

Inoltre dimostra grande vicinanza a tutti i professionisti del giornale che negli anni ci hanno sempre dato risonanza con articoli, interviste, pagine fotografiche tendendoci una mano nel momento del maggiore bisogno e al Vescovo Valerio per la dolorosa scelta che è stato costretto a prendere.

L’associazione aderirà con piacere ad ogni forma di sostegno del giornale e dei suoi dipendenti con segni tangibili e invita i propri aderenti a fare altrettanto.

 

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VITA DI AC – 26 maggio 2018

 

paola bignardi a lugano

 

 

Paola Bignardi è una figura significativa per la Chiesa di questi anni. Prima donna (e finora unica) a ricoprire la carica di Presidente nazionale dell’Azione Cattolica italiana (dal 1999 al 2005) è stata membro del Pontificio Consiglio dei laici. Lo scorso 9 aprile, a Roma, era fra le tre personalità chiamate a presentare alla stampa l’esortazione di Papa Francesco sulla santità, “Gaudete et exsultate”.

Pubblicista e pedagogista (ha diretto il quindicinale “Scuola Italiana Moderna”), ha scritto e pubblicato moltissimi contributi sul tema del laicato e delle donne. Molti di noi la conoscono anche perché ha seguito da vicino il cammino della nostra ACT: sia nei primi anni della sua ripresa, sia perché è stata una delle relatrici al convegno del 150° nell’ottobre 2011.

E Paola Bignardi torna fra noi sabato 26 maggio, alle ore 10, con la conferenza promossa dall’Unione Femminile che la vedrà intervenire nell’ambito del ciclo “Le donne ai tempi di Papa Francesco”. Porterà la sua riflessione e la sua esperienza maturate in questi anni al servizio della Chiesa e della società. Un’occasione privilegiata e straordinaria di incontrare e conoscere Paola .

Il programma della giornata prevede anche, per chi lo desidera, il pranzo in comune dalle Suore di Santa Brigida, informando prima il nostro segretariato (0919508464).

Nel pomeriggio poi, a partire dalle ore 14 al Centro San Giuseppe, sempre a Lugano, ci sarà l’assemblea annuale dell’Azione Cattolica ticinese.

 

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VITA DI AC

La bisaccia del pellegrino Ac

Quello dell’Azione cattolica è uno splendido cammino sulle strade della Chiesa e del Paese. Come per ogni viaggio, anche in Ac si parte con lo zaino in spalla, con la bisaccia tanto cara a chi tra i soci ha qualche anno in più. Un bagaglio carico, e pur leggero allo stesso tempo. Cosa c’è dentro l’ha ben riassunto il presidente dell’Azione cattolica italiana, Matteo Truffelli, in un recente convegno tenutosi a Roma.  Una mappa delle strade che ci sono state assegnate dalla vita.

L’“Evangelii gaudium”, da Conoscere, Comprendere, Attuare. Con ben sottolineati, i quattro principi che attraversano il magistero di papa Francesco: – il tempo è superiore allo spazio; – l’unità prevale sul conflitto; – la realtà è più importante dell’idea; – il tutto è superiore alla parte.

E poi: una copia dei discorsi che Francesco ha rivolto all’Azione cattolica italiana il 27 e il 30 aprile del 2017, in occasione delle celebrazioni per la nascita dell’Associazione e all’incontro con i rappresentanti delle Ac di tutto il mondo. Come dimenticare quel: “Non siate dogane. Non potete essere più restrittivi della stessa Chiesa, né più papisti del Papa: Aprite le porte, non fate esami di perfezione cristiana, così facendo promuoverete un fariseismo ipocrita. C’è bisogno di misericordia”.

L’Azione cattolica – ha ricordato Truffelli – o è missionaria o non è Azione cattolica. Ecco perché, insieme alla bisaccia, allo zaino, quelli dell’Ac portano con sé sempre un saldo bastone da viaggio: oggi, in particolare, è l’Apostolato. Insieme – alla bisogna, ieri e oggi – ci sono Preghiera, Formazione e Sacrificio: ecco infatti l’intero set di “bastoni da viaggio Ac”; ciò su cui ha poggiato il lungo cammino della più che secolare storia dell’Azione cattolica. Infine, nelle tasche dello zaino una buona bussola che indica con chiarezza la direzione “verso il popolo”.

E sì – sia chiaro a tutti – l’Azione cattolica non può stare lontano dal popolo, ma viene dal popolo e deve stare in mezzo al popolo. “Non è una questione d’immagine ma di veridicità e di carisma”, ci ricorda Francesco. Non è neppure demagogia, ma seguire i passi del maestro. È una sfida alla maternità ecclesiale dell’Azione cattolica; stare tra la gente, ricevere tutti e accompagnarli nel cammino della vita con le croci che portano sulle spalle.

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cristo è risorto

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venerdì santo 

ore 15: fermiamo il lavoro

In anni passati, l’Azione Cattolica proponeva a tutti i suoi aderenti di fermarsi un attimo in raccoglimento allo scoccare delle 15, nel giorno del Venerdì Santo.

Giorno lavorativo, qui in Ticino, che impedisce quindi alla maggior parte delle persone (che ancora lo desidererebbero fare…) di partecipare alla funzione della morte in croce di Gesù.

Ecco allora una proposta, che potrebbe diventare anche testimonianza: fermarsi da ogni attività, là dove ci si trova, per un breve momento di preghiera. È un modo per non dimenticarsi, in tempi di social e di perdita della Memoria, di ciò che ci contraddistingue come cristiani: l’offerta della propria vita perché tutti possano salvarsi.

 

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ricorrenze

Giornata in memoria dei missionari martiri

Il 24 marzo 1980, mentre celebrava l’Eucarestia, venne ucciso Monsignor Oscar  A. Romero Vescovo di San Salvador nello Stato centroamericano di El  Salvador

La celebrazione annuale di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri,

il 24 marzo, prende ispirazione da quell’evento sia per fare memoria di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando il primato di Cristo e annunciando il Vangelo fino alle estreme conseguenze, sia per ricordare il valore supremo della vita che è dono per tutti. Fare memoria dei martiri è acquisire una capacità interiore di interpretare la storia oltre la semplice conoscenza.

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riflessioni

Il digiuno cristiano

di Enzo Bianchi

Il mangiare appartiene al registro del desiderio, deborda la semplice funzione nutritiva per rivestire rilevanti connotazioni affettive e simboliche. L’uomo, in quanto uomo, non si nutre di solo cibo, ma di parole e gesti scambiati, di relazioni, di amore, cioè di tutto ciò che dà senso alla vita nutrita e sostentata dal cibo. Il mangiare del resto dovrebbe avvenire insieme, in una dimensione di convivialità, di scambio che invece, purtroppo e non a caso, sta a sua volta scomparendo in una società in cui il cibo è ridotto a carburante da assimilare il più sbrigativamente possibile.

Il digiuno svolge allora la fondamentale funzione di farci sapere qual è la nostra fame, di che cosa viviamo, di che cosa ci nutriamo e di ordinare i nostri appetiti intorno a ciò che è veramente centrale. E tuttavia sarebbe profondamente ingannevole pensare che il digiuno – nella varietà di forme e gradi che la tradizione cristiana ha sviluppato: digiuno totale, astinenza dalle carni, assunzione di cibi vegetali o soltanto di pane e acqua -, sia sostituibile con qualsiasi altra mortificazione o privazione. Il mangiare rinvia al primo modo di relazione del bambino con il mondo esterno: il bambino non si nutre solo del latte materno, ma inizialmente conosce l’indistinzione fra madre e cibo; quindi si nutre delle presenze che lo attorniano: egli “mangia”, introietta voci, odori, forme, visi, e così, pian piano, si edifica la sua personalità relazionale e affettiva. Questo significa che la valenza simbolica del digiuno è assolutamente peculiare e che esso non può trovare “equivalenti” in altre forme di rinuncia: gli esercizi ascetici non sono interscambiabili! Con il digiuno noi impariamo a conoscere e a moderare i nostri molteplici appetiti attraverso la moderazione di quello primordiale e vitale: la fame, e impariamo a disciplinare le nostre relazioni con gli altri, con la realtà esterna e con Dio, relazioni sempre tentate di voracità.

Il digiuno è ascesi del bisogno ed educazione del desiderio. Solo un cristianesimo insipido e stolto che si comprende sempre più come morale sociale può liquidare il digiuno come irrilevante e pensare che qualsiasi privazione di cose superflue (dunque non vitali come il mangiare) possa essergli sostituita: è questa una tendenza che dimentica lo spessore del corpo e il suo essere tempio dello Spirito santo. In verità il digiuno è la forma con cui il credente confessa la fede nel Signore con il suo stesso corpo, è antidoto alla riduzione intellettualistica della vita spirituale o alla sua confusione con lo psicologico.

Certamente, poiché il rischio di fare del digiuno un’opera meritoria, una performance ascetica è presente, la tradizione cristiana ricorda che esso deve avvenire nel segreto, nell’umiltà, con uno scopo preciso: la giustizia, la condivisione, l’amore per Dio e per il prossimo. Ecco perché la tradizione cristiana è molto equilibrata e sapiente su questo tema: “Il digiuno è inutile e anche dannoso per chi non ne conosce i caratteri e le condizioni” (Giovanni Crisostomo); “E’ meglio mangiare carne e bere vino piuttosto che divorare con la maldicenza i propri fratelli” (Abba Iperechio); “Se praticate l’ascesi di un regolare digiuno, non inorgoglitevi. Se per questo vi insuperbite, piuttosto mangiate carne, perché è meglio mangiare carne che gonfiarsi e vantarsi” (Isidoro il Presbitero).

Sì, noi siamo ciò che mangiamo, e il credente non vive di solo pane, ma soprattutto della Parola e del Pane eucaristici, della vita divina: una prassi personale ed ecclesiale di digiuno fa parte della sequela di Gesù che ha digiunato, è obbedienza al Signore che ha chiesto ai suoi discepoli la preghiera e il digiuno, è confessione di fede fatta con il corpo, è pedagogia che porta la totalità della persona all’adorazione di Dio.

In un tempo in cui il consumismo ottunde la capacità di discernere tra veri e falsi bisogni, in cui lo stesso digiuno e le terapie dietetiche divengono oggetto di business, in cui pratiche orientali di ascesi ripropongono il digiuno, e la quaresima è sbrigativamente letta come l’equivalente del ramadan musulmano, il cristiano ricordi il fondamento antropologico e la specificità cristiana del digiuno: esso è in relazione alla fede perché fonda la domanda: “Cristiano, di cosa nutri la tua vita?” e, nel contempo, pone un interrogativo lacerante: “Che ne hai fatto di tuo fratello che non ha cibo a sufficienza?”.

 

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Venerdì 23 febbraio 2018: giornata di digiuno e preghiera per la pace

 

 

Lo ha annunciato nel corso della preghiera dell’Angelus di domenica 4 febbraio: papa Francesco ha invitato ad una Giornata di preghiera e di digiuno per la pace per venerdì 23 febbraio. L’invito è di pregare in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan.

Papa Francesco ha invitato anche i membri di altre religioni ad associarsi all’iniziativa, nelle forme che riterranno più opportune. Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, consapevole che le religioni possono contribuire grandemente all’ottenimento e al consolidamento della pace, sarà grato ai fratelli e alle sorelle di altre religioni che vorranno accogliere tale appello e vivere momenti di preghiera, digiuno e riflessione secondo la propria tradizione e nei propri luoghi di culto.

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Azione cattolica adulti e famiglie: chi siamo?

Il settore “Adulti e Famiglie” dell’Azione Cattolica Ticinese (ACAF), si distingue in “Adulti” (aderenti a partire dai 30 anni) e “Famiglie” (al più presto al momento del matrimonio).
Il cammino degli “Adulti” è abbastanza eterogeneo in quanto ha l’obiettivo di far convergere e avvicinare le diverse realtà dell’ACT.

Il programma prevede attività di carattere generale per favorire gli incontri fra adulti e giovani, famiglie e persone sole, ecc… tale da sviluppare piuttosto la formazione personale dei singoli partecipanti. Durante l’anno pastorale sono previsti incontri secondo il calendario. Per informazioni rivolgersi al Segretariato.

Il cammino delle “Famiglie”, prevede una formazione più specifica e strutturata su temi legati al matrimonio e all’educazione dei figli. Gli incontri favoriscono l’unità delle famiglie e fra le famiglie.

Per facilitare la formazione personale dei giovani adulti, non ancora sposati, è possibile organizzare un cammino specifico per questa fascia d’età.

Il settore degli adulti di AC si caratterizza per incontri o attività che promuovono la formazione individuale della persona, la quale non necessariamente si confronta, come negli altri settori, con persone della stessa fascia d’età (vedi il settore ragazzi o giovani) o che riflettono su tematiche strettamente legate al proprio stato (vedi settore famiglie). Rappresenta dunque il settore “cappello”, quello che può raccogliere tutti, anche chi non sente di avere, o non trova, una precisa collocazione in altri settori; quello dove chiunque, singolo o sposato, anziano o giovane, vedovo o divorziato, può chinarsi su aspetti che toccano prevalentemente il proprio essere persona in relazione alla fede, ai fratelli, alla Chiesa.

Per questa ragione, ad eccezione di qualche attività ricreativa come le gite estive in montagna, le attività sono piuttosto orientate sulla formazione personale. Ci sono i ritiri spirituali alla Montanina di Camperio che si sviluppano su due giornate e poi ci sono gli incontri serali. Alcuni di questi incontri vengono guidati dal Vescovo, altri dai nostri assistenti, altri ancora vengono “autogesti”. Solitamente si tratta il tema dell’anno o quello proposto dal Vescovo nella lettera pastorale.

Gli adulti inoltre si fanno carico in modo particolarmente marcato degli incontri unitari come l’assemblea, la preghiera perenne, la Veglia d’Avvento e altre attività non specifiche per giovani o famiglie.