Coronavirus: distanti ma vicini

Affidiamo il Ticino e la Svizzera a san Nicolao

Care amiche a cari amici,

non è trascorso molto tempo dalla decisione di sospendere per un anno le tradizionali attività di Azione cattolica per i giovani e i ragazzi. Mai avremmo immaginato che per altri motivi, ben più gravi, avremmo visto annullare in queste settimane, uno dopo l’altro, tutti gli incontri e i momenti aggregativi programmati in Ticino. A questo ci uniamo anche noi, sospendendo fino a nuovo avviso tutte le attività che prevedono la partecipazione di più persone, come riunioni e incontri.

La pandemia di coronavirus è entrata nelle nostre case, nei posti di lavoro, nelle scuole. Ha coinvolto centinaia di persone anche nel nostro Cantone, stravolgendo comportamenti e abitudini che regolavano la vita quotidiana.

Abbiamo imparato che le regole igieniche più elementari possono salvare vite umane e che la «distanza sociale» raccomandata dalle nostre autorità cantonali e federali è importante per proteggere i più vulnerabili, come gli anziani e le persone più fragili. Mantenere una certa distanza fisica è diventato fondamentale, anche se ci sembra così strano non poter stringere una mano o parlare con una persona a più di un metro di distanza.

Auspichiamo però che una certa vicinanza venga mantenuta, anche solo idealmente. La vicinanza verso i poveri, i più deboli, i più soli che in questo momento rischiano di vivere ancor più isolati e dimenticati. Trasformiamo questa vicinanza in solidarietà concreta se per esempio è necessario portare la spesa a casa di chi non può uscire, o telefonare per informarsi sulla salute e sulle necessità di chi sappiamo aver bisogno.  

In ciascuna di queste persone incontriamo Cristo, così come lo incontriamo nell’Eucaristia domenicale che per molti, in questo tempo, viene a mancare. L’impossibilità di nutrirci del corpo di Gesù ci fa toccare con mano la nostalgia dell’incontro con lui nella comunità. Quella comunità – come ha recentemente scritto la presidente dell’Azione cattolica ambrosiana, Silvia Landra – “che abita in noi perché intuiamo, senza essere teologi, che il mistero dell’Eucarestia vive anche nel gesto del ritrovarsi e del condividere”.

Trasformiamo questo tempo di incertezza e limitazioni in tempo di grazia e disponibilità al servizio degli altri. Un servizio che arriva imprevisto ma al quale non dobbiamo sottrarci. In questo modo riscopriremo il “bene comune”, che vince l’egoismo del desiderio e dell’interesse personale, crescendo insieme guadagnandoci tutti.

L’Azione cattolica, ricorda ancora Silvia Landra, ha scelto di stare dentro la storia. Eccoci, allora, dentro questo 2020 che ovviamente non sapevamo immaginare prima ed eccoci a riscoprire a quale compito siamo chiamati. Sul piano pratico siamo chiamati a vivere dentro le limitazioni e le fatiche di capire giorno per giorno cosa è meglio fare per procedere insieme e per avere rispetto di tutti.

Ma abbiamo da dire anche qualcosa di forte sulla Parola di Dio che accompagna la vita del credente e che in questo momento dobbiamo riscoprire anche perché abbiamo il tempo per farlo. Quel tempo che non c’è mai, che rincorriamo affannosamente senza mai fermarlo, ora ci è regalato. Non sprechiamo questa occasione: quei dieci minuti al giorno per leggere e meditare sulla Parola che la liturgia ci offre quotidianamente, oggi li abbiamo a disposizione.  

Sono minuti preziosi per trasformare la nostra vita in preghiera. Accogliamo allora anche l’invito di don Marco Dania, parroco della chiesa di san Nicolao della Flüe, a Lugano Besso, unendoci ai suoi fedeli per invocare il santo patrono della Svizzera e dell’Azione cattolica ticinese.

“Facciamo come i nostri padri – scrive don Marco – rivolgendoci al nostro santo patrono perché protegga il nostro Paese da un’incontrollabile diffusione del contagio, e limiti il numero delle vittime. Chiediamo anche l’intercessione di sua moglie Dorotea perché assista tutte le donne, in particolare le infermiere, che si prendono cura con grande generosità degli ammalati.

San Nicolao era sì un eremita, ma il suo eremo era a poche centinaia di metri da casa sua. In questi giorni che siamo invitati a rimanere a casa per evitare i contatti, facciamo della nostra abitazione un piccolo eremo, dove poter vivere questa quaresima, sull’esempio di san Nicolao, in intimità col Signore e in comunione con i sofferenti”, pregando con le sue parole:

Mio Signore e mio Dio togli da me tutto quello che mi allontana da te

Mio Signore e mio Dio dammi tutto quello che porta a te

Mio Signore e mio Dio toglimi a me e dammi tutto a te.

San Nicolao e Dorotea intercedete per il nostro Paese e per l’umanità intera.

Gisella Alves, resp. giovani

Luigi Maffezzoli, resp. adulti

Supplica a San Nicolao della Flüe per fermare Il coronavirus

Bruder Klaus, fratello universale, santo Patrono della nostra Patria, la Svizzera, ci rivolgiamo fiduciosi a te e chiediamo, per tua intercessione, alla Santissima Trinità, la grazia di preservarci dal contagio del coronavirus. Come per tua intercessione furono preservati il Ticino e la Svizzera dal flagello della guerra, così oggi intercedi perché il nostro Paese sia liberato da questo terribile male.

Tu che vivesti in comunione col Signore, nutrendoti esclusivamente dell’Eucaristia, fa che in questi giorni in cui anche noi siamo eremiti come te in casa nostra, possiamo nutrirci della Parola del Signore, entrare in Comunione Spirituale con Lui e contemplare la Santissima Trinità, che abita in noi.

Nostro amabilissimo Patrono, tu che hai messo pace nel nostro Paese e hai garantito la pace lungo i secoli, insegnaci la pace del cuore. Ottieni dalla santissima Trinità Ia vita eterna per i defunti, la consolazione per le loro famiglie, fiducia e speranza per gli ammalati, forza, fede e discernimento per coloro che li assistono, prudenza e responsabilità per noi tutti.

Ci affidiamo anche all’intercessione della tua amata moglie Dorotea, che ti ha confermato nella scelta di seguire la via della solitudine, assumendosi la responsabilità di tutta la vostra numerosa famiglia. Assista con la sua presenza le nostre case, sostenga tutte le madri, perché, con il suo stesso amore, possano accudire i loro figli.

Bruder Klaus, fratello universale, in questo tempo di grande sofferenza, aiutaci, col tuo esempio, a riscoprire la verità e l’autenticità della nostra fede, per essere come te umili figli di Dio e fratelli tra di noi. Proteggi il tuo Paese, il nostro Ticino, la nostra parrocchia. Con te e Dorotea, alziamo il nostro sguardo a Maria, Madre di Misericordia, perché supplichi suo Figlio e ci conceda le grazie di cui abbiamo bisogno. Amen

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